L’ “Urfaust” di Charles Gounod

Così come esiste l’Urfaust, ossia la prima versione, scritta tra il 1773 e il 1775, del capolavoro di Johann Wolfgang von Goethe, esiste anche una prima versione dell’omonimo capolavoro lirico di Charles Gounod, il quale viene quasi sempre proposto nei teatri musicali e registrato negli studi discografici nella sua versione definitiva, ossia quella del 1869, quando il 3 marzo di quell’anno debuttò all’Opéra di Parigi, ultimo anello di una catena compositiva che invece era iniziata esattamente dieci anni prima, nella versione primigenia sotto forma di opéra-comique, con i dialoghi parlati, che fu rappresentata, con un tiepido successo, al Théâtre Lyrique della capitale francese.

Una catena che proseguì poi a Strasburgo nel 1860, con l’inserimento dei recitativi cantati, per poi vedere l’opera rappresentata alla Scala due anni più tardi, con la traduzione italiana di De Lauzières, versione che rappresentò un preciso punto di riferimento nelle scene internazionali fino alla fine dell’Ottocento. Senza dimenticare il debutto londinese del 1863, in cui Gounod apportò l’aggiunta dell’aria di Valentin “Avant de quitter ces lieux”, scritta per il grande baritono inglese Charles Santley. E, infine, il tanto atteso debutto nel “santuario lirico” dell’Opéra, per il quale il compositore francese aggiunse il balletto, con sette episodi inseriti a continuazione nel quadro della notte di Valpurga. Una catena, come si vede, alquanto travagliata, fitta di tagli, aggiunte, sostituzioni, spostamenti di episodi, ma della quale non si deve dimenticare proprio la prima versione, che viene ora proposta a livello discografico da parte del Palazzetto Bru Zane di Venezia, dove ha sede il Centre de Musique Romantique Française.

La cover del volume-cofanetto della Bru Zane dedicato alla prima versione del Faust di Charles Gounod.

Registrazione effettuata da Christophe Rousset, alla testa dell’ensemble orchestrale Talens Lyriques e del Flemish Radio Choir e che vede la presenza di un cast di voci composto da Benjamin Bernheim nel ruolo di Faust, Véronique Gens in quello di Marguerite, mentre Andrew Foster-Williams è Méphistophélès, Jean-Sébastien Bou nel ruolo di Valentin, Juliette Mars è Siebel, Anas Séguin nei panni di Wagner e Ingrid Perruche è Dame Marthe. A livello di risultato le voci femminili, a cominciare da quella di Véronique Gens, sono migliori rispetto a quelle maschili, anche se queste ultime non sfigurano, ma con il tenore Benjamin Bernheim che risulta essere leggermente a poco agio nel registro acuto. Ottima, invece, la lettura orchestrale da parte di Christophe Rousset, il quale riesce a estrarre dalla partitura sfumature e dettagli non solo espressivi nel loro lirismo, ma anche psicologici, fondendo con i suoni il carattere e le azioni dei vari personaggi, anche grazie alla notevole prova dei Talens Lyriques.

Sebbene non risulti trascendentale a livello audiofilo, anche la presa del suono è abbastanza buona. La dinamica non è energica e ne risente quindi il palcoscenico sonoro, il quale, sia per le voci, sia per gli strumenti, risulta essere collocato troppo in profondità. Nulla da ridire sull’equilibrio tonale e sul dettaglio.

Andrea Bedetti

 

Charles Gounod – Faust (version 1859)

Benjamin Bernheim (tenore) – Véronique Gens (soprano) – Andrew Foster-Williams (basso) – Jean-Sébastien Bou (baritono) – Juliette Mars (mezzosoprano) – Anas Séguin (baritono) – Ingrid Perruche (soprano) – Les Talens Lyriques – Flemish Radio Choir – Christophe Rousset

3CD Bru Zane BZ1037

 

Giudizio artistico 4/5

Giudizio tecnico 3/5