Imogen Cooper incanta con il suo Beethoven

Ho ascoltato più volte questo disco che presenta le 33 Variazioni su un valzer di Anton Diabelli, op. 120, comunemente note come le Variazioni Diabelli, oltre alle Bagatelles op. 119 e a Für Elise. L’ho ascoltato più volte per il semplice motivo che la lettura che ci ha offerto l’interprete, l’inglese Imogen Cooper, è veramente emozionante. La Cooper è giustamente considerata una delle migliori interpreti del repertorio classico e romantico e per via del suo virtuosismo e del lirismo che riesce a esprimere, diventa davvero difficile trovare gli aggettivi adatti ad esprimere un’interpretazione intensa e ricca di fascino come questa proposta dall’etichetta Chandos.

Così come le sue recenti registrazioni per la stessa label inglese, che comprendono musiche di Brahms, Chopin, Liszt, Wagner, Robert e Clara Schumann, anche questa incisione di Beethoven risulta essere sicuramente preziosa, in cui ancora una volta l’interprete britannica sa mettere in evidenza lo splendore di questo capolavoro. Attraverso la lettura di Imogen Cooper ci accorgiamo come le Variazioni Diabelli scorrano magicamente, lasciandoci stupefatti non solo per l’ingegno di Beethoven ma ancora una volta per la capacità di Imogen (mi tocca ancora ripetermi), che è quella di evidenziarne la profondità interpretativa, una qualità, questa, che appartiene solo ai grandi esecutori.

Le 33 Variazioni rappresentano una delle composizioni più notevoli e significative del repertorio pianistico di Beethoven che, spesso per estensione e importanza, vengono accostate a un’altra grande opera corpus tastieristico del passato, le Goldberg Variationen di Bach. Per quanto riguarda la pagina beethoveniana, come la storia ci insegna, intorno al 1821 il pianista e editore musicale Diabelli chiese a un gran numero di musicisti di scrivere ciascuno una variazione su un valzer da lui composto. Beethoven non ebbe nessuna voglia di prendere parte a quest’impresa collettiva, ma fece presente a Diabelli che era disposto a scrivere una serie di variazioni, cedendole poi allo stesso editore. L’impegno lo assorbì a tal punto che le sette variazioni progettate divennero trentatré e ne nacque un’opera che non solo supera in estensione tutte le altre Variazioni del genio di Bonn, ma che in forza del suo valore e della peculiarità dello stile, si deve includere fra le più grandi creazioni del compositore tedesco.

Ecco, allora, che Imogen Cooper ci propone un Beethoven che esprime in ogni nota il proprio linguaggio e ciò che manifesta è in grado di sconfinare in regioni in cui l’espressione non scaturisce più dal cuore umano, ma da potenze estranee e superiori all’uomo. Per ciò che riguarda la “galassia” delle sue Bagatelle, non legate a schemi precisi e di breve durata, Beethoven le raggruppò in tre raccolte, l’op. 33, l’op. 119 e l’op. 126. Nella presente registrazione, Imogen ci propone le 11 Bagatelle dell’op. 11, le più concise in assoluto, alcune addirittura inferiori al minuto di durata. Appena più elaborata è la prima, “Allegretto”, così teneramente malinconica da sembrare più adatta allo spirito della raccolta precedente, cosa che si può dire anche della più semplice quarta bagatella, “Andante cantabile”; nei due minuti scarsi della sesta, “Andante”, è concentrata un’incredibile varietà di temi; la settima, “Allegro ma non troppo”, con il suo trionfo di trilli, si chiude in un vorticoso crescendo; la decima, “Allegramente”, è un fuoco d’artificio di note limpide e colorate.

Ultimo brano di questo disco la Bagatella più nota in assoluto, Für Elise, dedicata in realtà a una certa Teresa, anche perché non è mai esistita nella vita di Beethoven alcuna Elisa. Tre minuti, in pratica una canzonetta, ma nessun bisogno di commenti. La musica parla da sola, con l’immensa tenerezza della dichiarazione d’amore di un timido, un dolce balbettio di due note che si alternano, poi con l’impennata centrale che ci proietta in di fronte a un Romanticismo che sta per fare irruzione e quindi con il ritorno al pensiero ossessivo dell’amata, scandito dall’incantevole tema iniziale. Beethoven sognò per tutta la vita una donna con la quale essere felice, ma il suo fu un sogno che non si avverò mai, probabilmente a causa del suo carattere, irascibile e scontroso, e della sua sordità, che complicarono notevolmente e inevitabilmente le sue relazioni sociali. Resta, però, la testimonianza suprema della sua arte musicale, di cui questa registrazione rappresenta una bellissima testimonianza.

Jonathan Cooper ha completato la magia di questa incisione, effettuando un sapiente lavoro di presa del suono. La dinamica è sontuosa, energica, velocissima e naturale e lo strumento è calato perfettamente al centro, in profondità, del palcoscenico sonoro. Il dettaglio restituisce la matericità del pianoforte e l’equilibrio tonale permette di cogliere sempre distintamente i timbri del registro grave e di quello acuto senza che uno copra l’altro e viceversa.

Claudio Rigon

Ludwig van Beethoven – Diabelli Variations – Bagatelles op. 119 – Für Elise

Imogen Cooper (pianoforte)

CD Chandos CHAN 20085

Giudizio Tecnico 5/5

Giudizio Artistico 5/5