Omaggio alla musica bulgara del Novecento

A differenza degli altri Paesi dell’Est, senza tenere conto naturalmente di quel formidabile bacino di eccelsi compositori qual è la Russia, la Bulgaria e la sua tradizione musicale colta del Novecento storico non hanno attecchito più di tanto in Occidente. Infatti, a fianco di nomi come quelli del rumeno Enescu, degli ungheresi Bartók e Dohnányi, del moravo Janáček e del polacco Szymanowski (elencare quelli russi porterebbe via molto spazio), la Bulgaria può tutt’al più proporre quello di Pancho Vladigerov (nato nel 1899 e morto nel 1978), il quale seppe farsi apprezzare anche nei Paesi occidentali del vecchio continente. Questo CD ha quindi il merito di farci conoscere tre opere pianistiche di altrettanti autori bulgari dello scorso secolo, visto che alle Canzoni e Danze Bulgare, op. 25 dello stesso Vladigerov, presenta la Suite Bulgara, Op. 2 di Lyubomir Pipkov e gli Studi Melodici di Parashkev Hadjiev, due compositori che indubbiamente meritano di essere conosciuti e apprezzati. Fautrice di questo progetto discografico è una pianista milanese di nascita, ma di chiara origine bulgara quale è Victoria Terekiev, è figlia di padre bulgaro e di madre italo-bulgara, che insegna pianoforte e musica cameristica alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado del capoluogo lombardo. Innamorata della musica del suo Paese e desiderosa di voler contribuire a farla conoscere anche in quello che le ha dato i natali, Victoria Terekiev ha voluto quindi registrare queste tre opere.

Lyubomir Pipkov fu allievo di Paul Dukas, il quale accolse più che favorevolmente la Suite Bulgara, brano che pur traendo spunto da alcune tematiche della musica folkloristica di quel Paese, risente inevitabilmente dell’influsso dato dal linguaggio che il musicista bulgaro studiò a Parigi, influsso che si estrinseca in una tessitura (opera che fu ultimata nel 1928 e che si dipana in sei movimenti) in cui sono più che evidenti presenze dissonantiche che tendono a modernizzarne la sua concezione formale. Parashkev Hadjiev (1912-1992), oltre ad essere stato uno dei più rappresentativi musicisti bulgari, è stato anche un notevole pianista e un lungimirante didatta, che nel 1950, sulla falsariga dei più famosi e articolati Mikrokosmos di Béla Bartók, compose un ciclo di diciannove Studi composti appositamente per gli studenti di pianoforte, elaborati con il linguaggio tonale e che gradualmente vedono aumentare le difficoltà tecniche e stilistiche. Da ultimo, il compositore più celebre, Vladigerov appunto, con le splendide Canzoni e Danze Bulgare scritte nel 1932, al termine del suo lungo tirocinio berlinese prima di tornare in patria. Opera matura, che evidenzia sagacia tecnica e compositiva, con la quale il compositore bulgaro mostra la sua capacità di plasmare strutture e temi popolari della sua terra con un sapiente uso del linguaggio tonale, retaggio estremo delle ultime propaggini di quel tardoromanticismo del quale Vladigerov si era abbeverato fin da studente.

Si percepisce, anche se non conosco di prima mano questi brani, come Victoria Terekiev li interpreti unendo alla tecnica pianistica, che di certo non le manca, anche il respiro, l’anima che li pervade. Entusiasmo, struggimento, amarezza, speranza, illusione, amore e ammirazione verso la natura si alternano continuamente sotto le sue dita capaci di descrivere note e accordi che hanno il sapore di colori e di sensazioni che provengono da una terra lontana.

Discreta anche la presa del suono, anche se si avverte, soprattutto sul registro acuto, una dinamica fredda, che restituisce un dettaglio inevitabilmente digitale e “metallico”. Buono il palcoscenico sonoro con il Fazioli che si staglia al centro, anche se palpabilmente assai ravvicinato all’ascoltatore.

Giudizio artistico: 4/5

Giudizio tecnico: 3/5

AA.VV. – “Wind from the East”

Victoria Terekiev (pianoforte)

CD Giga New – GR 31